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IMPEGNOCARITAS

VERSIONE WEB DEL FOGLIO INFORMATIVO PER LE CARITAS PARROCCHIALI DELLA SARDEGNA

Numero 1 del 23 maggio 2020

L’IMPEGNO

DELLE CARITAS DIOCESANE IN SARDEGNA

AL TEMPO DEL COVID-19

Caritas diocesana di ALES-TERRALBA

Donazione di farmaci e sostegno alle famiglie: distanti ma vicini a chi ha bisogno

di Stefania Pusceddu

La Caritas diocesana di Ales-Terralba, vicina ai bisognosi, con il conforto della parola, con la consegna di viveri e pasti ha ritenuto fondamentale in questo periodo rispondere ad un’altra importante domanda: quella di farmaci. Ha accolto la proposta di collaborazione del Centro di solidarietà Papa Francesco di Villacidro, dove è presente lo Sportello farmaceutico già dal 2014, contribuendo all’ampliamento del servizio a tutta la Diocesi per un bacino di utenza di oltre 90 mila persone. «Un servizio necessario in un momento in cui molte persone si trovano senza lavoro e senza sussidi come la cassa integrazione» evidenza il direttore della Caritas diocesana don Marco Statzu. «Sappiamo bene che il fattore salute spesso viene messo da parte quando ci sono situazioni di disagio economico. Lo Sportello farmaceutico allargato all’intero territorio della Diocesi vuole sensibilizzare al prendersi cura di se stessi e non lasciarsi andare». Le famiglie in difficoltà contattano il numero diocesano e un operatore smista le richieste per lo Sportello dove sono presenti un medico, una farmacista. A disposizione, ci sono tante categorie di farmaci, frutto di donazione di medici, pediatri, specialisti ma anche di tanti  cittadini. La consegna si effettua a domicilio, ma una volta a settimana (il martedì) gli utenti che portano con sé la ricetta possono recarsi nei locali delle scalette che si affacciano sulla via Roma dove gli operatori li accolgono con dolcezza. In questa fase di emergenza vengono forniti non solo i farmaci a pagamento ma anche quelli di classe A che, prima dell’emergenza Covid-19, venivano donati alle Rsa (sono presenti quasi tutte le tipologie con formulazione per adulti e per bambini, anche quelle difficili da reperire). Chi avesse bisogno delle medicine può rivolgersi alla Caritas diocesana contattando il numero 3701539922 (dal lunedì al sabato, dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 17, mentre negli altri orari si può lasciare un messaggio). «Il numero unico - sottolinea il direttore della Caritas diocesana - si è rivelato necessario in un momento in cui era impossibile muoversi e continua ad essere utile in questo periodo in cui al parziale allentamento delle restrizioni non corrisponde un ritorno alla normalità per quanto riguarda il lavoro. Ci sono persone che hanno raschiato il fondo in questo periodo e dopo oltre due mesi di chiusura non sanno più a chi rivolgersi. Il numero Caritas è un’opportunità di primo e immediato ascolto in vista di un aiuto più puntuale e vicino a chi chiama».

CARITAS DIOCESANA DI ALGHERO-BOSA

Un impegno concreto per ridare speranza

a cura della Caritas diocesana di Alghero-Bosa

Sin dall’inizio dell’emergenza Covid-19 la Caritas diocesana di Alghero-Bosa ha ristrutturato i suoi servizi per garantire nuove modalità di intervento “consone ai tempi e ai bisogni” attraverso cui dare forma a quella “fantasia della carità” sollecitata da Papa Francesco. «Un’azione necessaria – spiega il direttore della Caritas diocesana Franco Deiana - di fronte alle sempre più evidenti conseguenze della pandemia sul tessuto sociale ed economico, con nuove e imprevedibili situazioni di povertà causate dal blocco delle attività che ha messo in ginocchio molte imprese e tantissimi lavoratori». In questo contesto di grande criticità appaiono significative le nuove modalità con le quali si stanno portando avanti due servizi essenziali della Diocesi: la Mensa della Carità di Alghero e i Centri di ascolto.


Nello specifico, la Mensa di Alghero, che ha registrato un aumento considerevole delle persone aiutate, ha modificato il suo servizio mediante la distribuzione giornaliera di pasti caldi e alimenti d’asporto e con la consegna settimanale di pacchi viveri a domicilio a tante nuove famiglie colpite da una drammatica vulnerabilità economica. Il servizio è garantito anche grazie all’ausilio delle Caritas parrocchiali e delle varie associazioni di volontariato del territorio, assicurando un’equa distribuzione di concerto con i servizi sociali del Comune.


Anche il servizio di ascolto è stato rimodulato per far fronte all’aumento delle richieste: oltre a quello telefonico (attraverso numero fisso e altri tre cellulari dedicati), è stato creato un apposito sito web, attraverso cui le persone in difficoltà possono segnalare il proprio disagio, compilando dei moduli appositi. Chi richiede un ascolto più approfondito viene invitato a un ulteriore momento di confronto personale con un operatore. Le richieste di aiuto, tramite questa nuova modalità di ascolto, sono state oltre 500 in due mesi. A rivolgersi alla Caritas, tante «persone e famiglie che in poco tempo si sono trovate in uno stato di grave prostrazione - spiega il direttore Caritas - anche psicologica, determinata dalla perdita del lavoro e dal blocco delle attività causato dalla pandemia; queste persone ci chiedono di essere ascoltate per condividere con noi la preoccupazione per un futuro incerto e per ricevere un sostegno ai loro bisogni. A loro la Caritas cerca di dare risposte concrete grazie anche alla disponibilità di tanti nuovi volontari e alla generosità di numerosi privati e aziende che ci stanno sostenendo in uno sforzo comune per riaccendere la speranza e restituire fiducia».

CARITAS DIOCESANA DI CAGLIARI

Due nuovi Centri per sostenere le persone più fragili

di Maria Chiara Cugusi

Fin dall’inizio della pandemia la Caritas diocesana di Cagliari ha continuato a garantire i servizi essenziali ai bisognosi, rafforzando ulteriormente il suo impegno per rispondere alle nuove esigenze. Dai primi giorni di aprile, per far fronte a un notevole aumento dei bisogni e delle richieste alimentari, la Caritas, in sinergia con le istituzioni locali, ha allestito presso la Fiera campionaria di Cagliari un Centro temporaneo di distribuzione di generi alimentari, che si è aggiunto a quello già attivo da anni in via Po. Nella nuova sede, sono circa 200 i pacchi viveri preparati e consegnati ogni giorno sia in loco che a domicilio, grazie alle donazioni di imprese, privati, supermercati, e alla disponibilità di un centinaio di volontari – tanti giovani, tra cui anche quelli del Servizio civile – che, suddivisi in turni, dal lunedì al sabato garantiscono il servizio. A usufruire di quest’ultimo tante famiglie che, a causa dell’emergenza, si sono trovate in uno stato di difficoltà economica prima imprevista, impossibilitate a far fronte all’acquisto di beni indispensabili e al pagamento delle spese necessarie per mandare avanti la propria casa.


E poi c’è chi una casa non ce l’ha: dall’inizio della pandemia, un’ottantina i senza dimora che hanno chiesto aiuto alla Caritas, oltre a quelli già ospitati nelle accoglienze notturne a bassa soglia che in questo periodo si sono trasformate in h 24. A loro è destinato il nuovo Centro diocesano di accoglienza per senza dimora in via Ospedale, ubicato nell’ex Casa dei Gesuiti (una trentina di posti letto). Inaugurato lo scorso 13 maggio alla presenza dell’arcivescovo mons. Giuseppe Baturi e delle istituzioni locali, esso è stato aperto con tempestività anche grazie al contributo di quegli imprenditori che hanno aiutato la Caritas nella fornitura delle attrezzature necessarie per l’allestimento. «Ancora di più in questo momento di grande criticità – spiega il direttore della Caritas diocesana don Marco Lai – l’opera è segno tangibile della volontà da parte della Diocesi di prendersi cura delle persone più vulnerabili. Le parole di Papa Francesco “Reintegrare chi è emarginato, tendere la mano a chi è lontano, sostenere chi è scartato perché non ha mezzi e denaro, aiutare chi è vittima di intolleranza e discriminazione” (Udienza alla delegazione del Centro Wiesenthal 20/01/2020) sono la cornice nella quale si colloca il nostro impegno mirante a non lasciare indietro nessuno, oggi ancora più significativo perché esso stesso contribuisce al contenimento dell’emergenza sanitaria».

CARITAS DIOCESANA DI IGLESIAS

La solidarietà oltre l'emergenza

a cura della Caritas diocesana di Iglesias

Anche nella Diocesi di Iglesias, nonostante le criticità correlate alla pandemia, la solidarietà non è mai venuta meno grazie ai servizi caritativi, a cominciare dai Centri di ascolto della Caritas diocesana (sempre aperti) e alla collaborazione dei tanti volontari e operatori.

Il Dormitorio Santo Stefano ha proseguito il proprio servizio continuando ad accogliere gli ospiti presenti nella struttura, i quali dal 9 marzo scorso sono stati accuditi anche nelle ore diurne. Obbligati alla quarantena, essi sono stati coinvolti in piccole attività lavorative nell’orto ubicato all’interno dell’area dedicata.

Tanti i gesti di solidarietà, tra cui quello del Comando della Scuola Allievi Carabinieri di Iglesias che ha deciso non solo di donare diversi prodotti per l’infanzia ma anche di trasportare dall’Emporio della Solidarietà a diverse realtà caritative una considerevole donazione di prodotti alimentari e beni di prima necessità destinati alle famiglie bisognose, frutto della generosità di alcune aziende.

A Carbonia i servizi della Caritas, a seguito dell’emergenza Covid-19, hanno dovuto ripensare la propria organizzazione, vista anche l’età di diversi volontari. Con l’istituzione del COC (Centro Operativo Comunale) la Caritas è stata chiamata a dare un contributo di assistenza attraverso l’ascolto, la preparazione e distribuzione di viveri alle famiglie segnalate dallo stesso Centro. Inizialmente, il servizio caritativo maggiormente coinvolto è stato quello del Centro unico di raccolta e distribuzione viveri di via Lubiana, ma in seguito si è intensificata la necessità di ascolto nei confronti di tante famiglie in difficoltà.

«Insostituibile - spiega il direttore della Caritas diocesana Raffaele Callia  -  l’apporto delle Caritas parrocchiali che, in modo capillare, hanno svolto anche un’azione di orientamento verso i servizi e le opportunità di sostegno offerte nel territorio: in relazione a queste ultime, il Centro di ascolto ha spesso garantito consulenza e supporto burocratico».

Infine, vanno ricordati gli interventi in favore delle famiglie alle prese con la didattica a distanza. Grazie alla segnalazione delle autorità scolastiche, la Caritas è intervenuta favorendo l’acquisto di diversi dispositivi a beneficio di quelle famiglie che non sono riuscite a provvedervi: «Un modo importante  - conclude il direttore della Caritas diocesana -  per ricordarsi come tra le fragilità più subdole vi siano anche quelle riguardanti la povertà educativa, di cui la Caritas non ha mai smesso di occuparsi neanche nei giorni dell’emergenza».

CARITAS DIOCESANA DI LANUSEI

L’inizio nella fine. L’attenzione ai detenuti

di Augusta Cabras

Può sembrare un paradosso, uno scarto linguistico, un gioco di parole. È invece la sfida del cristianesimo: intravedere uno spiraglio di luce nelle tenebre, un nuovo inizio dove tutto sembra finire. In due parole: portare speranza. Ed essere cristiani è saper accogliere il paradosso di certe vite, saper accogliere lo scarto inteso come frammento di vita che prende tempo e spazio per percorrere strade tortuose e complesse prima di trovare il senso a questo andare, saper restituire inaspettate possibilità e orizzonti nuovi. Non è facile, non è mai facile. In questo tempo sospeso di fermata obbligatoria e straordinaria forse è ancora più difficile. Ma se per la maggior parte questa è solo una parentesi c’è chi invece vive per anni e anni nella stabile condizione di tempo sospeso e di essere sospeso. Sono i detenuti, coloro che scontano la pena per i propri reati nelle celle delle carceri in attesa di ritornare a vivere una vita di libertà. La Caritas diocesana di Lanusei non li ha mai dimenticati. «Da anni offriamo la possibilità di un percorso lavorativo di pubblica utilità come misura alternativa alla pena per reati minori e nel carcere di Lanusei abbiamo attivato, con i volontari, un servizio d’ascolto stabile», spiega il direttore don Giorgio Cabras. In questo periodo, segnato dall’emergenza sanitaria, la Caritas ha risposto in particolare all’appello lanciato dal Dipartimento Giustizia minorile e di comunità con una proposta progettuale che ha nel suo nome il senso delle azioni previste. Il progetto si chiama Start. È in fase di partenza e aiuta quattro giovani detenuti, giunti quasi alla fine della pena e senza dimora, a ripartire, a re-iniziare un percorso personale, a riprendere in mano la propria vita fuori dal carcere. Lo fa a partire dall’accoglienza e dall’ascolto della storia personale e del carico di sofferenza e speranza che li accompagna. L’ascolto quindi, costante così come il supporto nella vita quotidiana per le incombenze pratiche, ma anche un’opportunità lavorativa ne “I giardini della fraternità”, un luogo di lavoro e condivisione messo a disposizione dalla Diocesi, in cui l’attività agricola, che permette di sporcarsi le mani, è strettamente connessa alla crescita umana e relazionale.

«È un progetto che risponde in maniera concreta all’esigenza di favorire processi di apprendimento e sperimentazione di nuovi e diversi stili di vita, propedeutici alla cittadinanza attiva nella comunità sociale e nei contesti familiari», prosegue il direttore della Caritas diocesana. Una gran bella sfida!

CARITAS DIOCESANA DI NUORO

La pandemia non ferma la Carità

a cura della Caritas diocesana di Nuoro

In un periodo di impreviste e gravi difficoltà, tra le tante sono due le novità con le quali la Caritas diocesana di Nuoro si è dovuta confrontare.

La prima riguarda la Mensa: l’esigenza di tutelare la salute degli ospiti e dei volontari ha portato a cambiare radicalmente il servizio. I pasti non vengono più consumati nella sede di via Lombardia ma confezionati e recapitati a domicilio. Ciò permette di operare in maggiore sicurezza. Inoltre, assieme al pranzo, si porta pure la cena. Laddove ci sia la possibilità di cucinare i pasti in autonomia, in casa propria, la Caritas recapita i beni di prima necessità (specialmente carne). Un’azienda nuorese ha messo a disposizione della stessa Caritas un furgone per il trasporto dei viveri mentre un distributore di benzina ha regalato alla stessa il carburante necessario. Come sono state davvero numerose le famiglie e le aziende che hanno aiutato la Caritas in tantissimi modi.

La seconda novità riguarda l’ospitalità delle persone destinate alla quarantena o risultate positive al Covid-19. Anche in questo caso la Caritas si è adoperata per non far mancare loro nulla. «Si tratta di un’accoglienza diversa da quella che eravamo abituati a garantire  - spiega la direttrice della Caritas diocesana Suor Pierina Careddu  - . I casi che abbiamo seguito necessitavano non solo dei viveri ma soprattutto di un alloggio sicuro. Abbiamo risposto sia alla prima che alla seconda esigenza. Ma soprattutto abbiamo cercato di alleviare la solitudine di queste persone, specie di quelle che non avendo parenti o amici a Nuoro erano più abbandonate a se stesse. Il Covid-19 infatti costringe all’isolamento non solo fisico ma anche mentale ed affettivo. Ed interroga noi su un modo nuovo di essere segni di carità». Questa pandemia, conclude la direttrice «è destinata ad avere effetti duraturi sui nostri comportamenti futuri, a farci scoprire nuove forme di povertà e di solidarietà. In ogni caso è un richiamo all’essenziale».

CARITAS DIOCESANA DI ORISTANO

La speranza supera la paura

a cura della Caritas diocesana arborense

La Caritas diocesana di Oristano durante questo periodo di emergenza sanitaria ha dovuto riconvertire le proprie attività per garantire sostegno alle persone più deboli e vulnerabili, favorendo un accompagnamento personalizzato con ascolti telefonici che fanno emergere nuovi e più impellenti bisogni: solitudine, paura, incertezza, preoccupazione per il futuro. Per mantenere vive le relazioni anche con chi non può spostarsi dal proprio paese e arrivare al Centro d’ascolto, la Caritas ha supportato le parrocchie e devoluto ad esse il contribuito straordinario che Caritas Italiana ha destinato alla Caritas diocesana. «Un metodo innovativo per mantenere strette, in epoca di distanze invalicabili, le maglie di una rete territoriale che non può far sentire isolate le persone più sole e fragili - spiega la direttrice della Caritas diocesana Giovanna Lai -. L’ascolto è diventato essenzialmente telefonico e ha dilatato tempi ed orari, la distribuzione di beni di prima necessità ha trovato nuovi spazi logistici». In particolare, sono state organizzate consegne a domicilio dove si intercettavano situazioni di fragilità e impossibilità negli spostamenti. Le restrizioni dovute alla pandemia hanno portato alcune persone, già in situazione di disagio, a un isolamento dalla rete familiare ed amicale che è andata ad incidere sulla sfera sociale ed emotiva, spesso compromessa da precedenti ed elevati carichi di stress. Nuovi interventi sono stati messi in campo a supporto dell’istruzione scolastica: la didattica a distanza, diventata obbligatoria, richiede l’uso di dispositivi informatici adeguati, dando per scontate competenze genitoriali e disponibilità economiche. In un territorio con un tasso di dispersione scolastica tra i più elevati del Paese, è indispensabile attivarsi per prevenire l’aggravarsi di una povertà educativa già esistente, garantendo il diritto allo studio ai minori dei nuclei familiari assistiti. In sinergia con gli interventi attuati dagli istituti scolastici e dal Comune, le famiglie sono state supportate nel reperimento di computer e stampanti, nella scelta e nel contributo al pagamento di una connessione internet. «Stiamo imparando che un’autentica reciprocità può aiutarci a sostenere le sfide enormi che la crisi ha evidenziato e quando questa emergenza sarà finita metteremo in campo ulteriori azioni per rispondere alle molte nuove difficoltà  - conclude la direttrice della Caritas -. Si spera di avere la “riapertura” dell’azione Caritas, con un discernimento che produca scelte coordinate nel territorio, con esperienze condivise per mantenere relazioni autentiche di premurosa carità».

CARITAS DIOCESANA DI OZIERI

Più ascolti e più pane accorciano il distanziamento sociale

di Viviana Tilocca

Si parla di distanziamento fisico piuttosto che sociale nei locali della Caritas diocesana di Ozieri, dove, in un momento storico che ha ridotto al minimo i rapporti tra le persone, gli operatori hanno potuto conservare – accanto alla forma telefonica – la modalità dell’ascolto in presenza, naturalmente con tutte le disposizioni di sicurezza prescritte. «Relazionarsi con le persone a distanza, e da dietro una mascherina, è fisicamente ed emotivamente complicato – affermano dal Centro di ascolto – per chi, come noi, da sempre cerca di instaurare un rapporto empatico con la gente: ci rendiamo conto di quanto la presenza fisica sia necessaria ora più che mai per far in modo che quanti sono nel bisogno, magari per la prima volta, non si sentano soli». In piena linea con la tendenza nazionale, anche qui il numero degli utenti è significativamente aumentato, soprattutto relativamente ai “covid-poveri”, i nuovi beneficiari registrati tra i nuclei familiari il cui reddito ha subìto una drastica diminuzione o sospensione a causa del lockdown: in particolare lavoratori in nero, famiglie monoreddito e persone sole che si rivolgono allo sportello di via Azuni non solo per bisogno alimentare, pagamento utenze o affitti, ma anche per l’orientamento ai servizi e la compilazione della modulistica per l’erogazione dei bonus spesa, grazie ad una proficua collaborazione con il Comune. In sensibile aumento anche le richieste di supporto psicologico: in questo caso i colloqui in presenza risultano particolarmente importanti a fronte dei problemi riscontrati, legati soprattutto alla sfera delle emozioni (alterazioni del tono dell’umore, stati d’ansia, sintomi depressivi, insonnia).

Servizi in parte rimodulati anche all’interno del Panificio della SPES, esso stesso opera-segno nato da un progetto 8x1000: più che le misure di sicurezza, che non hanno limitato l’attività dei 12 operai impiegati a pieno regime, a cambiare il ritmo della produzione sono i consumatori, che ora comprendono tanti nuovi poveri su tutto il territorio diocesano, raggiunti tramite le Caritas parrocchiali: «Abbiamo ritenuto necessario contribuire all’emergenza con i nostri prodotti – afferma Tonino Becciu, legale rappresentante della Onlus –. Il nostro pane è un prodotto unico per qualità e solidale per natura: la sua lavorazione rappresenta infatti un percorso di riscatto per chi lo produce, e oggi anche un mezzo per testimoniare concretamente la carità in un tempo che richiede l’impegno di tutti».

CARITAS DIOCESANA DI SASSARI

Sempre aperti: il virus apre alla solidarietà

di Gianfranco Addis

La Caritas diocesana di Sassari, durante l’emergenza sanitaria del Covid-19, ha riorganizzato tutti i servizi di attenzione alle persone bisognose adeguando in primo luogo spazi e presenza dei volontari alle norme igienico-sanitarie indicate nel decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri, alle ordinanze sindacali e alle disposizioni pastorali dell’arcivescovo, con l’obiettivo di non fare mancare l’aiuto necessario a quanti si sono trovati nell’impossibilità di provvedere alla propria sussistenza in questo tempo di crisi.

 

Un impegno notevole che ha richiesto un supplemento di fatica soprattutto nelle opere-segno di accoglienza come mense e ostelli che hanno dovuto estendere il loro servizio h24 tutti i giorni della settimana.

 

In particolare per l’ospitalità ai senza dimora sono state messe a disposizione le strutture di via Galilei, via Duca degli Abruzzi e, in via straordinaria, della casa estiva dell’Azione cattolica italiana di Stella Maris a Lu Bagnu. Adottando tutte le norme igieniche e di protezione personale richieste, viene offerto a circa trenta persone un letto e i servizi igienici che quotidianamente vengono sanificati mediante appositi prodotti igienizzanti con l’aiuto degli stessi ospiti. Durante la giornata alcuni volontari, appartenenti a gruppi o associazioni si rendono disponibili per la socializzazione e la vicinanza agli ospiti che, costretti a stare in casa, studiano o si impegnano in lavori artigianali come la realizzazione di mascherine protettive. Più complicata sta risultando l’organizzazione dei turni notturni all’Ostello di via Galilei, per l’inevitabile indisponibilità di molti volontari che, per problemi di famiglia e salute, hanno dovuto sospendere il proprio servizio. Il pranzo e la cena durante la settimana vengono preparati dalla Mensa Caritas di via Rolando che tutti i giorni cucina i pasti e li distribuisce con la modalità dell’asporto, per circa 80 persone, mentre la domenica ci pensa allo stesso modo la Mensa di San Vincenzo.

Sempre aperte le porte di una chiesa «che non chiude i battenti, sempre viva e operante» come ha sottolineato mons. Gian Franco Saba, arcivescovo di Sassari, nel suo messaggio alla Diocesi, riscoprendo il mistero dell’essere Corpo di Cristo membra gli uni degli altri, edificio vivente in cui si vive consapevolmente l’interesse all’altro soprattutto quando vive nel disagio le proprie fragilità.

CARITAS DIOCESANA DI TEMPIO-AMPURIAS

Un aiuto oltre la paura

di Daniela Astara

La Caritas diocesana di Tempio - Ampurias si è sempre prodigata per il prossimo e in questo periodo di emergenza ha moltiplicato gli interventi. Da subito ha sentito forte il desiderio di non lasciarsi sopraffare dalla paura. In Gallura e Anglona si è avuto la possibilità di testare con mano la grande solidarietà e generosità per rendere più lieve l’emergenza. «Abbiamo indossato la mascherina e ci siamo messi a lavorare - racconta don Antonio Tamponi delegato vescovile per l’emergenza Covid a Olbia -. Circa 90 persone al giorno si sono presentate nella nostra Cittadella nei mesi di marzo e aprile. Eppure le donazioni non sono mai mancate. Gente comune ed enti, in tanti hanno risposto tra i quali la fondazione Mediolanum che ha donato senza rendicontazione sei mila euro». Importante è stata inoltre la cooperazione con la Pubblica amministrazione e le associazioni. Con i comuni di Olbia e Tempio Pausania attraverso l’erogazione dei buoni spesa. Con la Protezione civile Alta Gallura che ha effettuato le consegne a domicilio dei pacchi spesa. Seppur in maniera parziale è stata mantenuta la convenzione con il Tribunale di Tempio Pausania relativamente ai lavori di pubblica utilità e/o messa alla prova. Il Centro di ascolto ha dovuto sospendere la sua attività in sede, ma si è attivato un servizio telefonico in maniera che nessuno venisse lasciato senza una parola di conforto. E da ciò sono emerse nuove povertà legate alla mancanza del lavoro, o per sospensione o per la stagionalità o addirittura per la perdita. «A tal proposito - afferma il direttore Domenico Ruzittu - mi preme sottolineare la grande dignità di coloro che non avevano, fino a questo momento, dovuto chiedere il nostro intervento, ma che con fiducia si sono rivolti alla Caritas. Dando in questa maniera forza ad un motto per noi fondamentale, “Carità è senso di comunione e di comunità”. Tante sono le immagini di dolore e sofferenza che questa pandemia ha provocato, lasciando una scia di morti e di paura, ma è anche vero che questo periodo ci ha portato a riflettere sulle cose essenziali e non più su quelle superflue. Il bisogno di una vita meno consumistica ma più solidale e fraterna, improntata sulla corresponsabilità sociale». «Questa pandemia - conclude il direttore - ha cambiato radicalmente il modo di vedere e vivere la vita, facendoci riflettere sull’elemento cardine della società, ovvero l’essere gli uni vicino agli altri, camminare insieme per un futuro migliore in cui la comunità potrà essere valorizzata solo con la solidarietà e l’amore verso il prossimo».

 

ALES - TERRALBA, Due volontarie dello Sp

(Ales-Terralba)

Due volontarie dello Sportello farmaceutico

ALES -TERRALBA Dott. Carlo Danza - medic

(Ales-Terralba)

Dott. Carlo Danza, medico volontario

dello Sportello farmaceutico

Ales
Alghero
ALGHERO, Distribuzione dei pasti di aspo

(Alghero-Bosa)

Distribuzione dei pasti di asporto da parte

della Caritas di Alghero-Bosa

ALGHERO, Volontari impegnati nel servizi

(Alghero-Bosa)

Volontari impegnati nel servizio di ascolto telefonico

Cagliari
Nuoro
Ozieri
Tempio
CAGLIARI, Il Centro temporaneo di distri

(Cagliari)

Il Centro temporaneo di distribuzione viveri della Caritas di Cagliari nella Fiera campionaria

(Cagliari)

L'inaugurazione del nuovo Centro diocesano di accoglienza per senza dimora in via Ospedale

CAGLIARI, L'inaugurazione del nuovo Cent
lanusei
Oristano
SASSARI
sassari.jpeg
SS, il Vescovo visita i servizi Ostello

(Sassari)

L'arcivescovo visita i servizi dell’Ostello e della Mensa durante l'emergenza sanitaria

Iglesias

(Sassari)

La visita dell’arcivescovo ai servizi dell’Ostello

e della Mensa

NUORO, La preparazione dei pasti destina
NUORO, Due volontari impegnati nella Men

(Nuoro)

La preparazione dei pasti destinati ai bisognosi nella Mensa della Caritas diocesana

(Nuoro)

Volontari impegnati nella Mensa della Caritas diocesana

TEMPIO, Alcuni volontari impegnati nell'

(Tempio-Ampurias)

Alcuni volontari impegnati nell'Emporio di Tempio Pausania

CARITAS_TEMPIO,_Volontari_al_lavoro_nell

(Tempio-Ampurias)

Volontari al lavoro nella Cittadella della Carità di Olbia

LANUSEI_I_giardini_della_fraternità,_l

(Lanusei)

I giardini della fraternità, luogo di lavoro e di crescita umana

LANUSEI_Il_lavoro_nella_terra_costituisc

(Lanusei)

Il lavoro nella terra costituisce, per le persone in difficoltà, un’opportunità straordinaria per imparare, crescere e condividere

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Oristano, consegna a domicilio alle pers

(Oristano)

 Ritiro della spesa solidale dai supermercati che hanno aderito all'iniziativa

(Oristano)

Consegna a domicilio alle persone bisognose

da parte della Caritas diocesana

OZIERI, Silvia Camoglio, operatrice del

(Ozieri)

Silvia Camoglio, operatrice del CdA diocesano e psicologa, al lavoro nella sede di via Azuni.

Gli ascolti in presenza non sono stati interrotti.

OZIERI; Un carico di spianate ozieresi i

(Ozieri)

Un carico di spianate ozieresi in uscita

dal Panificio SPES destinato alle Caritas parrocchiali per la distribuzione

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(Iglesias)

La consegna dei beni di prima necessità destinati ai bisognosi da parte della Scuola Allievi Carabinieri di Iglesias

(Iglesias)

Il Dormitorio della Caritas diocesana "Santo Stefano"

BACHECA

A nome dei tanti beneficiari sostenuti tramite i diversi servizi, la Delegazione regionale Caritas della Sardegna esprime la propria gratitudine per le donazioni di beni di prima necessità ricevuti nei giorni scorsi, tramite Caritas Italiana, e destinati alle Caritas diocesane dell’Isola.

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In occasione del Giovedì santo 2020, sette sacerdoti originari di alcune Diocesi della Sardegna, che negli anni ‘90 hanno condiviso il tempo di formazione nel Pontificio Seminario Regionale Sardo, si sono “riuniti a distanza” in questi giorni di emergenza per lanciare 

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